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Oggi parliamo con Renato Presta Proprietario e Fondatore di SuperGulp, fumetteria storica di Milano.
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18 Dicembre 2017 di  Redazione
RENATO PRESTA BIO (ma non troppo degradabile)

Il 13 ottobre del ‘58 nasco a Bologna da madre bolognese e da padre napoletano. Nel 1973 mio padre decide di essere un perfetto immigrato e ci porta tutti a vivere a Milano. Nel 1977 mi diplomo ragioniere. Faccio il cameriere in un ristorante cinese, il venditore porta a porta, il ragioniere, lavoro anche per una multinazionale farmaceutica. Nell’inverno del 1981 cambio settore (e auto) ed incomincio una fondamentale esperienza commerciale nel settore dell’occhialeria. Dopo poco più di dieci anni cambio di nuovo vita e nell’ottobre del 1992 apro la mia prima fumetteria Supergulp. Nel 1997 “convolo” in società con Mauro, che avevo conosciuto anni prima decidendo di unire i nostri due negozi per poi trasferirci negli anni a seguire in spazi più prestigiosi. Nel frattempo inauguriamo il terzo negozio a Treviso e, per non farci mancare nulla, proprio quest’anno abbiamo inserito un corner Supergulp all’interno di una graziosa Libreria per ragazzi di Imola: Il Mosaico. L’anno in corso vede l’entrata in società mia e di Mauro in 2Bnerd, ma questa è tutta un’altra Storia che verrà.

Quando è nata la tua fumetteria?

Ottobre 1992, 25 anni fa

Cosa ti ha portato ad aprire una fumetteria?

La riscoperta dei fumetti del mio passato e la curiosità per le nuove tendenze; comunque sono stato mosso dall’amore per il fumetto in generale. La mia, all’epoca, è stata una scelta di vita basata unicamente sulla passione e non su un calcolo “bocconiano”.

Cosa pensi del mercato fumettistico?

Attualmente è ancora una bomba, forse meno esplosiva che in passato, ma ha tuttora una grande potenzialità. Una potenzialità purtroppo a volte in mani sbagliate, ma il Fumetto con la effe maiuscola è ancora vivo!!!

 Perché in mani sbagliate?

Le mani sono quelle di alcuni Editori inadeguati, di certi Distributori che non sempre attuano politiche idonee alla crescita del mercato; in pratica non costruttive.

Quale potrebbe essere, secondo te, un modo per ampliare il mercato fumettistico?

Portare il fumetto nelle Scuole come materiale didattico e di svago. Una volta esisteva l’ora di disegno, oggi si potrebbe pensare di inserire momenti di incontri con Disegnatori e Sceneggiatori per studiare, almeno conoscere, tecniche di disegno tradizionale e digitale. Si potrebbero creare delle sinergie tra le scuole del fumetto esistenti e le scuole pubbliche o private.

 Come sarà il mercato fumettistico tra 5 anni?

In mano alle Major, vuoi Editori che retail.

Perché prevedi un’evoluzione del genere? Su quali dati basi questa deduzione?

Il processo è già in atto, nascono nelle grandi catene shop-in-shop mono editore e store gestiti da Distributori del settore. Inoltre alcuni Editori editano in esclusiva variant cover dei loro best seller mettendoli in vendita unicamente nelle grandi Librerie che, ospitando gli Autori di maggior tendenza, relegano le piccole fumetterie ad un ruolo sempre più di scarsa rilevanza.

Come evolveranno le Fumetterie?

Quelle piccole spariranno, mentre quelle grandi potranno venire assorbite.

Cosa ne pensi del digitale?

Un gran bene se utilizzato in abbinamento al cartaceo.

Quali strumenti utilizzi per restare aggiornato?

Contatti personali e internet.

Come può un piccolo Editore farsi notare dalle Fumetterie?

Facendosi distribuire da un vero Distributore. Editori, Distributori e Fumetterie dovrebbero lavorare insieme, in sinergia come si usa dire adesso! Bisogna far arrivare certi prodotti laddove oggi non arrivano, con promozioni specifiche che mirino non solo al profitto ma anche allo sviluppo qualitativo del mercato. Non scordiamoci, cosa non da poco, che le Fumetterie vivono, come quasi tutti i commercianti al dettaglio, in un contesto di economia generale di profonda crisi che non consente di dedicare, visti i costi, spazi espositivi a lanci e sperimentazioni mirate. Se la distribuzione non sarà di supporto ai piccoli Editori, continueremo ad incontrarli quasi unicamente alle Fiere del settore nelle Artist Valley; queste ultime ormai vere e proprie riserve indiane!!!

 

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